La festa di Tutti i Santi, che apre il mese di novembre, richiama al nostro pensiero la meravigliosa ed esaltante verità della Comunione dei Santi. Ogni volta che recitiamo il Credo professiamo questa verità dolcissima della nostra fede: "Credo lo Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi". Si tratta dell'espressione più bella e profonda dell'insondabile mistero della Chiesa. Essa ha il suo fondamento nella stupenda verità del Corpo Mistico, in forza della quale sappiamo che noi cristiani, insieme a tutta la Chiesa celeste, purgante e pellegrina di cui siamo parte, formiamo con Cristo un solo Corpo Mistico - ossia misterioso, ma reale - del quale Cristo è il Capo e noi siamo le membra. Questo è il nome più bello della Chiesa, come afferma il Santo Padre Pio XII di venerata memoria: «A definire e descrivere la vera Chiesa di Cristo, nulla si trova di più nobile, di più grande, di più divino di quella espressione con la quale viene chiamata Corpo mistico di Cristo».

La Comunione dei Santi e il Corpo Mistico sono realtà dolcissime della nostra fede che diventano vita della nostra vita. È per questo motivo che sant'Agostino, parlando ai neobattezzati, esclamava: «Gioite! Siamo diventati Cristo!».

In forza di tale Comunione ogni nostra azione - buona o cattiva che sia - si rifrange in qualche modo - misterioso ma reale - sui nostri fratelli.

Esclama Leon Bloy: «Ogni uomo che fa un atto libero proietta la sua personalità nell'infinito... Se fa un atto impuro, oscura forse milioni di cuori a lui ignoti, che hanno bisogno che sia puro, come un viaggiatore morente di sete ha bisogno del bicchiere d'acqua del Vangelo. Un atto caritatevole, un sentimento di vera pietà canta per lui le lodi divine da Adamo fino alla fine dei secoli, consola i disperati, calma le tempeste, converte gli infedeli, protegge il genere umano».

Frangois Mouriac afferma: «Quando la grazia diminuisce in voi, diminuisce in molti altri che si appoggiano a voi. Per quanto meschini, se siete del Cristo, molti si riscalderanno a questa fiamma e avranno la loro parte di luce. Ma se in voi ci sono le tenebre del peccato, queste accecheranno coloro che dovreste illuminare. E il giorno in cui non brucerete più d'amore, molti altri morranno di freddo». Se dunque grande è il conforto che viene a noi dalla Comunione dei Santi, grande è anche la nostra responsabilità.

Ma come si attua la Comunione dei Santi? Anzitutto attraverso la preghiera che ha il potere di unire i membri della Chiesa, sia peregrinante qui in terra sia beata nel cielo sia ancor sofferente ma sicura della salvezza nel Purgatorio.

Ciò significa sia che noi possiamo pregare per gli altri e rendere gli altri partecipi dei frutti della nostra preghiera, sia che gli altri possono pregare per noi e renderci partecipi dei frutti della loro preghiera.

Si tratta d'una realtà consolantissima. Il pensiero che altre anime qui in terra, che i Beati del Cielo, che le anime sante del Purgatorio interpongono la loro intercessione presso il Signore per sostenere il nostro cammino e ci rendono partecipi dei loro meriti non può che immergerci in una gioia profondissima e piena di gratitudine verso Colui che mai ci abbandona.

È in forza di questa grande verità che esiste il cosiddetto "apostolato della preghiera", col quale possiamo aiutare i nostri fratelli in questa terra d'esilio o nella purificazione del Purgatorio. La preghiera per i peccatori, la preghiera per gli infedeli, la preghiera per i sofferenti è il mezzo primo e più efficace dell'apostolato. E questo è possibile solo perché viviamo nella Comunione dei Santi. Mentre l'azione, o l'apostolato in senso stretto, è limitato nello spazio e nel tempo potendo agire solo hic et nunc, la preghiera ci consente di raggiungere l'intero universo e dunque tutti i nostri fratelli, anche i più lontani e abbandonati, fino alle anime del Purgatorio.

V'è dunque un'unione molto intensa fra la Chiesa militante, purgante e trionfante, cioè tra noi che viviamo sulla terra, i fratelli del Purgatorio e gli Angeli e i Santi del cielo. Tutti siamo uniti dal medesimo amor di Dio e, in Cristo, formiamo un solo Corpo  Mistico.  È  interessante  la  testimonianza  della  grande  santa  Teresina  del Bambin Gesù che, prima di morire, con visione profetica diceva: «Voglio passare il mio paradiso facendo del bene sulla terra. Spargerò sul mondo una pioggia di rose». Per questa comunione, che unisce misteriosamente la Chiesa terrena a quella celeste, i Santi "si fanno carico di noi nella loro perenne intercessione davanti al trono di Dio". Da parte nostra, il ricorso attento e devoto alla loro intercessione unito all'imitazione dei loro esempi non può non ravvivare il desiderio di raggiungerli in quella Patria beata dove essi ci hanno preceduto e con gioia ci attendono.

Tratto da: “De vita contemplativa” novembre 2009