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LA MODA

 SPESSO DEGENERA IN DISSOLUTEZZA,

DIVENENDO STRUMENTO DI POTERE IMMORALE.

ESSA, COSI’,

IMPERVERSA NON SOLO NEL MONDO…

MA ANCHE NELLA CASA DI DIO.

 

“Date al Signore la Gloria del Suo Nome,

prostratevi al Signore in santi ornamenti ”

-Salmo 28-



 

NOI CATTOLICI SIAMO ANCORA IN GRADO DI SAPERE
COME COMPORTARCI E CHE COSA DIFENDERE ?


GESU’ Nostro Signore ha detto: “I figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della Luce. ”(Lc 16, 8). La MADONNA, a Fatima, ha preannunciato: “Verranno mode che offenderanno molto mio Figlio”.  San Pio X ammoniva: “ Siate forti ! Non si deve cedere dove non bisogna cedere;… si deve combattere, non con mezzi termini, ma con coraggio; non di nascosto, ma in pubblico; non a porte chiuse, ma a cielo aperto ”.

Papa Pio XII così si esprimeva: ”Se alcune cristiane sospettassero le tentazioni e le cadute che causano negli altri con i loro abbigliamenti e le loro mode immodeste, resterebbero atterrite dalle loro responsabilità !”.

Paolo VI osservava che “ Si cammina nello sporco ” ed ammoniva : ” Parlate, parlate forte, mentre siamo in tempo per scongiurare la dissoluzione e la degenerazione sociale”.

Giovanni Paolo II affermava: “Il crollo della moralità porta con sé il crollo della società”. In realtà, quando muore il pudore… muore la ragione e, nell’indecenza, muore anche l’uomo!

San Paolo così ci esorta, a proposito di coloro che fanno il male con impegno e di coloro che non si impegnano per prodigarsi a fare il bene : “ Non abbiate niente in comune con loro (- che compiono il male -). Comportatevi come figli della Luce e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente. Per questo sta scritto ‘ Svegliati, o tu che dormi ’. “ (cfr.: Ef 5, 7-14).

Dunque… Cattolici, non dormiamo: svegliamoci ed agiamo con coraggio e senza timore! Restiamo vicini al Sommo Pontefice. Preghiamo per Sua Santità Benedetto XVI. Difendiamo da ogni profanazione le nostre Chiese e la sacralità dei Santi Altari.

Aiutiamo il nostro Parroco, affinché tutti entrino degnamente in Chiesa, Casa di Dio, con abiti che non mettano a disagio ed in pericolo la riservatezza dei sacerdoti e dei religiosi, la solidità degli adulti e delle famiglie, la tenera innocenza dei bambini.

Prostriamoci e preghiamo con devozione e fiducia Gesù nel Santo Tabernacolo, preoccupandoci di rispettare e far rispettare degnamente la Santissima Eucaristia.

San Paolo così ammonisce: “Chiunque in modo indegno mangia il Pane e beve il Calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso…” (1 Cor 11,27-29) ed, in coscienza, è meglio una Santa Comunione in meno che una Comunione indegna.

E’ nostro dovere, quindi, prendere coscienza della gravità del problema, per mettere in luce la Verità, poiché il non parlarne, come oggi sta avvenendo, è un peccato di omissione, carico di conseguenze per tutti, nel tempo e nell’eternità.

Vigiliamo con carità ma anche con fermezza, là dove si vuole imporre comportamenti che offendono Nostro Signore Gesù Cristo. “ Desidero che voi tutti, miei carissimi figli spirituali, intraprendiate, con il vostro esempio e senza alcun rispetto umano, una santa battaglia contro la moda indecente. Dio sarà con voi e vi salverà ! … Le donne che cercano la vanità nelle vesti non possono sentirsi mai di appartenere a Cristo e, codeste, perdono ogni ornamento dell’anima non appena questo ‘idolo’ entra nei loro cuori. Le donne (- ed ora anche gli uomini, che si mettono in competizione -), si guardino da ogni vanità nei loro vestimenti, perché il Signore permette la caduta di queste anime per tali vanità.

San Pio da Pietrelcina




IL PECCATO DI IMMODESTIA

NELLA CASA DI DIO


 ( - Da un articolo apparso sul sito Gesù e Maria -)


Vi sono donne che, prima di entrare in chiesa, si fermano fuori dalla porta per mettersi un golfino, o per coprirsi le spalle nude con un foulard, mentre altre, impavide, con le braccia completamente scoperte, mezze scollacciate -talvolta anche in maniera indecorosa o addirittura sacrilega-, entrano come si trovano, illudendosi di essere a posto così.

Le prime, se ostentano in giro un abbigliamento immodesto o provocante e poi, entrando in chiesa, si coprono, commettono un atto di ipocrisia, mentre le seconde, più impavide e sfacciate, commettono un atto di profanazione.

D’altra parte, se una si copre prima di entrare in chiesa, significa che si è accorta di non essere vestita in maniera sufficientemente modesta. Se non può entrare in Chiesa a causa del vestito che indossa, come può pensare di rimanere vestita in quel modo per strada, dove comunque si è alla presenza di Dio, poiché Nostro Signore è in ogni luogo, non solo in Chiesa!

Uscire dalla Casa di Dio e svestirsi di qualche cosa che si è indossato prima di entrare è un chiaro atto di coscienza verso il proprio modo di vestire e che, in definitiva, è un chiaro atto di accusa contro la propria immodestia.

E’ penoso vedere nel luogo sacro, la Casa di Dio, come si profana Dio con le stesse profanazioni che vengono usate fuori nel mondo, che sono causa di tanti castighi da parte del Signore!

Come si può implorare la Misericordia di Dio, sapendo di avere indosso un abito che provoca il Suo sdegno e la Sua giustizia?

Il Sacerdote sale il Sacro All’altare vestito dei paramenti sacri, poiché è grande il rispetto che si deve alla Divina Maestà, per cui, come ci si può recare nella Casa del Signore con un abbigliamento indecente, che produce peccato?

Come si può mostrare l’orgogliosa immodestia personale proprio nel Luogo dove si ha più bisogno di presentarsi in atteggiamento di profonda umiltà?

Pregare con l’orgoglio sprezzante del mondo significa essere più tracotanti del fariseo che uscì condannato dal Tempio; pregare disubbidendo contemporaneamente alla Legge di Dio, significa commettere una profanazione peggiore di quella che commise Uzza, toccando l’Arca contro il divieto di Dio (cfr.: 2 Sam 6, 6-7); pregare con il cuore dissacrato dalla vanità, significa commettere una colpa più grande di quella che commisero Core, Datan e Abiram, che offrirono l’incenso su incensieri profani (cfr.: Nm 16 e 17,1-5).

Vi sono donne -giovani ed anche meno giovani- che vestono in maniera indecorosa, con pantaloni attillati, esponendo le loro forme in maniera provocatoria. E’ una realtà che non può essere nascosta, né può e deve essere taciuta, con l’ipocrisia del “non vedere” e del “non sentire”!

Chi va in Chiesa e si avvicina al Santo Tabernacolo di Gesù, all’Altare dove il Signore si offre Vivo e Vero, al Trono della Sua amorosa Maestà, circondato dagli Angeli, come si può stare fra gli Spiriti Celesti vestiti come piace a Satana? Questa è una grave azione di orgogliosa presunzione e di ostinata incoscienza, sapendo di essere causa di scandalo a tanti, provocando volutamente distrazione e disgusto, mancando di rispetto verso Chi si vuole pregare! Si tratta, inoltre, di rispettare la Preghiera di ciascun fedele che è in Chiesa. “Devono vergognarsi quanti agiscono con malizia e non chi invece opera per il bene“.

 

UN ABITO PER LA CASA DI DIO

 

Le circostanze sociali non permettono che si vada a riunioni importanti senza un vestito adatto. Vi è un vestito per andare a teatro, un vestito da salotto, uno per le riunioni familiari ed anche uno per le cerimonie funebri o, in fine, anche uno per quando ci si presenta innanzi ad una autorità od al Santo Padre, il Papa.

Tutto questo ogni persona lo ritiene logico, tanto è vero che se una donna va ad una cerimonia di gran gala, a teatro o in luoghi dove si conviene presentarsi con un certo abbigliamento, questo viene rispettato. In questi casi, in cui si fa notare che non si può entrare vestiti in un certo modo, nessuno si ribella, né pretende di aver ragione. Solo quando si va in chiesa si pretende di entrare come ognuno crede e non tollera osservazioni di alcun tipo. Tutto questo è immorale, di cattivo gusto ma, oltre che ineducato, diviene uno spettacolo deplorevole e di cattivo esempio per i giovanissimi!

Per entrare in Chiesa, quindi, occorre un abito adeguato che, anche se semplice, deve essere decoroso, rispettoso verso il Luogo Sacro e nei giusti parametri della modestia. In Chiesa bisogna avere un atteggiamento umile e riservato, così come si addice a chi va a pregare la Divina Maestà.

Bisogna assolutamente bandire le gonne corte, o semitrasparenti, o esageratamente attillate, o con spacchi; un abbigliamento attillato, con maniche corte, con scollature prorompenti –talvolta con ostentati crocefissi d’oro–, sono certamente da evitare, poiché, oltre ad offendere il comune senso di pudore, tali abbigliamenti sono nati dalla malizia, si portano con malizia e generano altra malizia, senza smentita di arbitraria o eccessiva pignoleria, da parte di chi dichiara apertamente la faciloneria con cui viene propinato questo mercato della malizia che, oltre tutto, avviene proprio in chiesa, nella Casa del Signore. Una simile condotta è vergognosa e assolutamente intollerabile.

Oltre a questi gravi comportamenti in chiesa, bisogna evitare tanti altri atteggiamenti, che non si addicono a chi dovrebbe andare alla Presenza di Dio, con atto di umiltà, di pentimento o, semplicemente per pregare con devozione, piegando le ginocchia innanzi a Nostro Signore Gesù Cristo!

Egli E’ la Luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo Mondo (Cfr. Gv 1,9), per cui chi non Lo onora e Lo segue con rispetto e rettitudine cammina nelle tenebre. Chi non Lo onora oltraggia anche il Padre Che Lo ha inviato (Gv 8,12 – 5,23 e Mt 13,30), poiché tali comportamenti di irriverenza verso la Sacralità Divina non sono conformi al normale comportamento di un buon fedele cristiano.

Tutto ciò fa parte di una dovuta attenzione nei confronti della Maestà Divina del Signore e, inoltre, per il riguardo che è dovuto nei confronti dei Sacerdoti e verso tutti coloro che sono presenti (cfr.: 1 Tm 5,17), come dice San Paolo (anche verso la innocenza dei bambini). Non si può indurre un Sacerdote a provare imbarazzo quando amministra i Sacramenti, o a dover fare dei severi richiami che, oltretutto, turbano la pace della Casa di Dio. Bisogna avere coscienza che il luogo è sacro e che non va profanato in alcuna maniera. Dio vuole e deve essere onorato opportunamente, indipendentemente dalle nostre abitudini, dalle nostre debolezze o dalle nostre mancanze -volute o incoscienti che siano-, poiché Dio E’ verità e Gli ripugna tutto ciò che si oppone alla Verità, per cause volute o provocate da dottrine erronee, da false religioni, da riti sconvenienti, da precetti immorali o, peggio ancora, da mode divulgate da subdoli mass-media (vedi anche Cfr Pio XII, Enciclica Humani Generis).

 

 

COME ANGELI E NON COME IDOLI

NELLA CASA DI DIO

 

“Come mai, andando in un’altra chiesa, così vestita, nessuno mi ha mai richiamato?”. E’ facile ottenere queste risposte quando si fa una osservazione a chi si presenta in chiesa con indumenti vistosamente indecenti.

 Se qualche Sacerdote per una falsa prudenza, o per un’estrema tolleranza, si scoraggia e non interviene per richiamare chi si presenta in chiesa in modo immodesto, tale atteggiamento è deplorevole!

Poiché è impossibile non capire che una certa moda è sicuramente indecorosa, o addirittura anche sacrilega, non vi possono essere scusanti davanti a Dio.

Non è possibile riconoscere quante oscenità, quanti scandali e quanto male vi è nel Mondo! Innanzi a tanti cataclismi, sventure, disgrazie, uccisioni ingiustificate -di donne riconosciute andare in giro con costumi provocanti-, guerre ed altro… come si può rinunciare a migliorarsi dentro e fuori la centralità del nostro “io”? Come si fa a non desiderate di implorare Dio, per meritare, almeno in parte, la Sua Misericordia?

Entriamo, quindi, in Chiesa in maniera degna, colmi di modestia, di umiltà e di amore soprannaturale, per onorare Nostro Signore, simili ad Angeli oranti che, ammantati di purezza, lodano e glorificano Dio.

E’ buona regola, per un buon cattolico, aiutare il proprio Parroco nell’avvertire, con carità, chi dimentica il rispetto dovuto al Luogo Sacro, affinché non siano costretti a farlo, con maggior severità, i Sacerdoti, a cui pesa un simile compito, poco adatto alle loro vere funzioni.

Difendendo l’onore di Dio e della Sua Casa, il Signore userà pietà, ascolterà la nostra voce, ricolmandoci di Grazie. Si può pensare che una donna immodesta in Chiesa provoca l’Ira del Signore, in quanto è paragonata come un idolo nella Casa di Dio (ctr.:Ger 32,34), ciò è “abominazione” e porta “desolazione”.          

Pensate che una donna immodesta in Chiesa è come un demonio vivente, che con la sua presenza profana dei cuori e li distrae dalla familiarità con il Signore.

Chi oserebbe distrarre i ministri di un governo impegnati in importanti trattative di pace?

Ebbene pensare che in Chiesa si trattano gli affari più importanti con il Signore, non solo per la vita temporale ma anche per la Vita Eterna. Dunque, non si può essere causa di distrazione, tanto meno pietra di scandalo in quanto, questa aberrazione, attira la maledizione verso chi profana il Luogo Santo.

 

CONCLUSIONE

 

SPECCHIO E PUDORE

 

Quando non si riesce ad intravvedere innanzi allo specchio l’immagine e l’effetto del proprio corpo, vuol dire che manca lo specchio spirituale, con il quale si riesce a valutare la sconvenienza del proprio abbigliamento; ciò denota che si è perso il senso del pudore.

Lo specchio spirituale fa intravvedere il decoro cristiano, ciò che può offendere la Legge di Dio.

L’esempio donato dalla Vergine SS.ma e dai tanti Santi, dovrebbe guidarci sulla retta via, senza farsi influenzare o guidare dalle mode oscene, che sono la perdizione dell’anima.

Chiunque, uomo o donna, quando si vede rimproverato per la sua immodestia, si sente in imbarazzo o si arrabbia, in quanto non si considera affatto una persona immodesta, deve con profonda umiltà rispettare chi si è permesso di fargli osservare la propria realtà!

Riacquistare il pudore è difficile, ma non impossibile: basta volerlo e cercare l’aiuto del Signore!

Bisogna boicottare ciò che fa tendenza nel Mondo. Bisogna ripudiare tutto ciò che è immodesto. Se le donne cristiane adottano questo criterio... certe mode non si diffondono tra i veri cristiani.

E’ utile ricordare le sagge parole di Pio XI: “Quando pensate al vostro abbigliamento, pensate anche, o donne, a come vi ridurrà la morte”. Tutto passa, ma l’anima sopravvive alla morte e vivrà per sempre; dunque, bisogna principalmente preoccuparsi della sua salvezza eterna.

Un corpo curato peccaminosamente in vita sarà un corpo obbrobrioso nella risurrezione; chi vuol essere così insensato da agghindarlo in vita, per poi sfigurarlo e farlo soffrire in eterno?

Promettiamo fermamente al Signore di essere fedeli al voto fatto nel Battesimo e rinnovato nella Cresima: “Rinuncio al Mondo e a tutte le sue seduzioni”.


Per ulteriori articoli,

sulla morale cristiana,

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I LIBRI DEL MOVIMENTO

(N.B.: Sono disponibili chiari ed approfonditi scritti sull’argomento.)

 

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