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Sacralità

o desacralizzazione?

 

Tematiche teologiche

sulla Santa

e Divina Liturgia.

 

 

 

In questa pagina viene trattata una accurata analisi sull’attuale stato della Liturgia, in seno alla Chiesa Cattolica, esposta dalla teologa Maria Guarini, suffragata da una sintetica ma esaustiva valutazione della scrittrice Antonia Chimenti.

 

 

 

 

La questione liturgica

 

Trovo motivate le riflessioni, condotte con rigore, secondo una logica che solo una cultura disciplinata e seria può esercitare.

Condivido in modo particolare il senso del rispetto per la sacralità del rito, che non è solo festa, ma adorazione e ringraziamento alla Sacra Vittima, che con la sua obbedienza al Padre Divino si immola e redime l'umanità e la considerazione del ruolo di Maria, Vergine Santissima, nell'opera di Redenzione.

Condivido pure il riferimento alla dimensione soprannaturale, mistica, della compresenza, della Comunione delle tre Chiese ( la Chiesa Tionfante degli Angeli e dei Santi, la Chiesa Purgante e la Chiesa Militante).

Conseguentemente lo strumento linguistico che meglio si addice all'espressione di questa Azione divino/umana, che Cristo stesso compie (il Sacerdote lo rappresenta), resta la lingua latina, nella sua solidità e precisione, come nel passato.

Questa proposta di ritorno alla tradizione, con equilibrio, senza perdere di vista il presente, non può che infondere forza e acuire la dignità e la fierezza dell'appartenenza a una Fede antica e al suo valore perenne.

Il lavoro della teologa è serio quanto necessario, finalizzato com'è al recupero del significato stesso della Santa Messa nella sua essenza.

Spiritualità e cultura, fede e ardore di carità permettono all'autrice di armonizzare in una proposta concreta e razionalmente motivata quanto dalla mente, dall'anima e dal cuore umano può essere percepito.

La Grazia, l'Azione santificante di Dio sono opera Sua e Dono, cui possiamo aderire adorando e ringraziando, con le parole, con canti appropriati, con silenzi, in un rapporto che ci coinvologe come individui, come persone e non solo come comunità, rapporti nei quali su due piani ben distinti si collocano il Sacerdote e i fedeli e bene fa la studiosa a far emergere questa differenza.

Antonia Chimenti



 

 

 

 

Da alcuni passi dell’Opera di Maria Guarini.


Il problema è nello strapotere della 'cultura egemone', che ha generato la crisi in cui siamo ed ora sta continuando a cavalcarla! Non resta che metter tutto nelle mani del Signore e della Vergine Santa!

A noi toccherà il compito di pregare. Il resto che rimarrà fedele avrà due colonne: l'Eucaristia e l'Immacolata (nitida l’immagine del sogno di Don Bosco).



Si impone, a questo punto, La questione liturgica.

 

Il vero celebrante è Cristo, Altare, Vittima, Sacerdote e Sacrificio: l’assemblea, costituita da ‘pietre vive’ (1Pt 2,5) - unita al sacerdote - partecipa in Cristo, con Cristo e per Cristo, riceve dalla Sua pienezza tutte le Grazie di cui ha bisogno e contribuisce alla edificazione dell’edificio spirituale, del sacerdozio santo che è la Chiesa-Sposa.

«A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani: esso è troppo grande perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale». 10. Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, n. 52

 

Infatti, non si tratta di una gestualità coreografica, ma di un insieme organico e ben compaginato di gesti, parole e sentimenti, cui corrispondono significati profondi e sublimi - certamente non criptici né solo formali per chi vi si accosta con un minimo di interesse e volontà di comprendere - e, soprattutto, si rivolge alle fonti giuste, smettendo di ascoltare i “cattivi maestri”, che stanno rendendo la nostra Chiesa una landa desolata. Si tratta di gesti, parole e sentimenti che hanno una loro precisa collocazione e significato e che, soprattutto, fanno immedesimare il Sacerdote, alter Christus, nella sua autentica identità!

(…) A dettar legge sono solo le grancasse moderniste e movimentiste, accompagnate da mezzi e potere, che continuano a deturpare il volto del Corpo Mistico di Cristo, in quanto di sacro e solenne Lui in persona, in una drammatica e rivoluzionaria Ultima Cena, ci ha consegnato e comandato di celebrare fino alla fine dei tempi e che ci è stato trasmesso, impreziosito e mirabilmente custodito, da generazioni di credenti e di Santi.

 “Non lasciatevi ingannare! La Chiesa vi vuole sacerdoti, e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non la arricchisce” (Giovanni Paolo II, Allocutio, 4, 13 Dicembre 1979: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, II/2 [1979] 1391).»

 

Il lavoro analizza sul piano filosofico e teologico lo status quaestionis, in ambito liturgico, della crisi che ha investito la Chiesa postconciliare, sviluppando in termini essenziali alcuni dei punti fondamentali di un dibattito ancora aperto, da diffondere ed allargare, al fine di alimentare una ‘pastorale’ secondo la Tradizione che è vita e giovinezza della Chiesa.

 

 

Per aprire e sfogliare il libro

cliccare prima sotto

poi sulla copertina

 

 

 







Una preziosa Pianeta

di San Pio X












Di seguito il link per accedere ad un approfondito commento su una particolare raccolta di foto (reperibili nel medesimo articolo), che dovrebbero essere condannate ufficialmente dal Magistero della Chiesa Cattolica, in quanto ripudiano la Liturgia espressa dal Concilio Vaticano II.


http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/il-desolante-spettacolo-della-odierna-liturgia-nella-chiesa/








 

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