SiteGround web hosting Joomla Templates

Errore
  • XML Parsing Error at 1:137. Error 9: Invalid character
  • XML Parsing Error at 1:137. Error 9: Invalid character
  • XML Parsing Error at 1:354. Error 9: Invalid character
  • XML Parsing Error at 1:137. Error 9: Invalid character

 

 

 

 

 

 

 

La Rivelazione di Dio per il Rinnovamento

 

 

 

 

 

Amiamo la Chiesa

 

 

 

 


L’ortodossia e la santità

non conoscono “vie medie”.


“Noi dobbiamo spingere la nostra lealtà verso la Chiesa – ammoniva il P. Faber – fino ai minimi pensieri e non parleremo mai con leggerezza della sua maestà. Dobbiamo nutrire fede nelle sue relazioni e nelle difficoltà che essa incontra con il Mondo… Non dobbiamo mai arrossire di lei. Non possiamo essere scontenti quando la sua prassi venga a contrariare certe idee che noi abbiamo caldeggiato”.

Monsignor Gay asseriva: “In nessuna parte Dio è presente come nella Chiesa… che ne è la manifestazione creata” ed aggiungeva: “Amatela con tutto il vostro spirito, con tutta la vostra volontà, con tutto il vostro cuore e con tutte le vostre forze; ciò significa crederle in tutte le cose, ubbidirle sempre, sentire con lei e come lei e servirla in tutti i modi, senza posa e con devozione assoluta, aiutandola con tutte le forze e cooperando alle sue opere”.

Ma la vita della Chiesa in terra è un’immolazione costante: il sacrificio – a partire da quello della Santa Messa – le è talmente connaturale che non la si può immaginare priva. Nel corso dei secoli, questa tenerissima Madre è stata oggetto d’ingratitudine, di disprezzo e di tradimento da parte di tanti figli degeneri. Oggi più che mai essa vive il suo Getsemani e la sua Passione. Non bisogna sorprendersi della Passione della Chiesa perché, per usare un’espressione di Santa Caterina da Siena, “la Chiesa è lo stesso che il Cristo”. Potrebbe anche dirsi che la storia della Chiesa è la storia postuma di Cristo, poiché Cristo e la Sua Chiesa formano un unico Corpo.

La Passione di Cristo è la Passione che vive oggi la Chiesa, perseguitata all’esterno e tradita ed abbandonata all’interno. Davanti allo scenario desolante che è sotto i nostri occhi non possiamo rimanere indifferenti. Nessun figlio può essere indifferente ai dolori della propria madre. Ma che cosa fare? “Raccogli i tuoi sudori – diceva Gesù a Santa Caterina da Siena – prendi le tue lacrime… attingi alla sorgente della Mia Divina Carità e con essa, unita agli altri Miei servi fedeli, monda il Volto della Mia Sposa. Ti prometto che ciò le restituirà la sua prima bellezza”.

Tutti i Santi hanno avuto per lei una vera passione, per la semplice ragione che non si può neppure concepire un Amore di Dio senza l’Amore alla Chiesa. Sant’ Agostino scriveva: “Noi pure riceviamo lo Spirito Santo, se noi amiamo la Chiesa, se restiamo uniti nella carità, se ci rallegriamo del nostro nome e della nostra Fede cattolica. Credetemi, fratelli, quanto più uno ama la Chiesa, tanto più abbonda in lui lo Spirito Santo”.

Occorre lottare per la Chiesa, per difendere la sua dottrina e la sua tradizione, i suoi diritti e la sua libertà. Le armi richieste sono l’immolazione, la preghiera, l’azione, la penna e, se serve, il nostro sangue. Un figlio che vede la propria madre insultata e tradita e non la difenda, non è degno di lei. Un figlio non abbandona mai la propria madre e tanto meno oserà tradirla. Occorre fedeltà alle promesse del nostro battesimo, ossia fedeltà fino alla morte, senza compromessi.

Dobbiamo essere ben consapevoli che la Chiesa è Santa nel suo principio, nella sua costituzione e nel suo fine, ma non è costituita da tutti santi: immaculata ex maculatis, la definì con frase scultorea Sant’Ambrogio. È una società nella quale l’umano si mescola al divino, come mostra l’originario Collegio Apostolico istituito da Cristo stesso, nel quale vi fu un traditore. Nel corso dei secoli la Chiesa ha attraversato periodi di oscuramenti e di decadenza; ma sempre ne è uscita più splendente, grazie alle riforme operate da uomini santi. In quei momenti infelici e tremendi i nemici colgono l’occasione per giudicarla in modo spietato e – se fosse possibile – sfigurarne lo splendore del volto; ma un vero figlio della Chiesa non si scandalizza di queste miserie morali.

Un giorno, il presidente Clemenceau si sfogava in modo feroce contro la Chiesa e DomChautard gli rispondeva: “Signor Presidente, […] per voi la Chiesa appare come una donna uguale alle altre, nei confronti della quale vi credete di essere spietato; invece, questa donna, per me è una madre. Può essere malata, debilitata, forse colpevole, ma è sempre mia madre, una madre che io amo tanto quanto essa soffre. Vi prego, Signor Presidente, davanti a me rispettate mia madre”. Il Presidente comprese e tacque.


Alla sera della vita, avverte San Giovanni della Croce, saremo giudicati sull’Amore. Sull’Amore a Dio e alla Sua Santa Chiesa, anzitutto, poiché “non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre”, ammoniva San Cipriano. Questa Sposa di Cristo è, dunque, la nostra Madre e, come tale, ha diritto a tutto il nostro amore e alle nostre cure filiali.

Facciamo nostro l’anelito pieno d’amore filiale di Bossuet: “O Santa Chiesa Romana, Madre delle altre chiese e di tutti i fedeli, Chiesa voluta da Dio per raccogliere i Suoi figli nella stessa Fede e nella stessa Carità, noi lotteremo sempre per la tua unità, con tutte le nostre forze. Se io ti dimenticassi, o Chiesa di Roma, possa essere dimenticato io stesso; la mia lingua si inaridisca e resti immobile nella bocca, qualora io non ti ponessi ai vertici di tutti i miei canti di gioia”. Amiamo, dunque, con immenso amore la Chiesa, che è la più amabile di tutte le Madri. Amemus Deum nostrum, amemus Ecclesia meius (San Agostino).

 Maria Pia Ghislieri






UN INVITO

AD OGNI UOMO

DI BUONA VOLONTA’

 


Come figli della Luce e non delle ‘tenebre’, da veri Cattolici, collaboriamo a salvare la vera Essenza, l’Anima Spirituale della Chiesa di Cristo, per rispondere al Magnificat della Regina degli Apostoli, Madre della Chiesa, infervorati dalle parole della Santissima Vergine Maria, l’Immacolata Concezione, piene di Fede e di abbandono: “Avvenga per Me secondo la Tua Parola”.



11 Febbraio - Madonna di Lourdes

 

Gesù a Lourdes, per mezzo della Madonna, con tanti miracoli ha confermato e ancora oggi conferma le Verità predicate dalla Chiesa Cattolica da 2.000 anni, senza nulla cambiare, specialmente quelle più contese: SS. Eucaristia, l'Immacolata Concezione con la Maternità Divina della Madonna, il Primato e l’infallibilità del Papa, l’esistenza del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno.

 

 



Donaci, o Dio, la Sapienza del cuore.

(Salmo 89).


Eccomi, manda me!

(Isaia 6,1-8).

 

Lasciarono tutto e Lo seguirono.

(Luca 5,1-11).


Gli Apostoli sapevano che ciò che Gesù chiedeva era impossibile attuare; ma proprio per questo lo realizzarono. Questo è il risultato per chi si fida della Parola di Dio, per chi basa le proprie scelte sulla Parola di Dio. Questo identifica il coraggio e la scelta degli uomini grandi, di coloro che non basano la loro vita sul minimo sufficiente, ma che puntano verso l’alto, verso l’infinito, verso ciò che può apparire impossibile, poiché <<La Parola di Dio scruta i sentimenti  ed i pensieri del cuore>> (Ebrei 4, 12-13).

Molte volte, se dipendesse dall’uomo, tutto rimarrebbe sempre al punto di partenza. Mentre Isaia si sentiva un uomo piccolo, perduto, allo stesso modo San Paolo si riteneva il più piccolo tra gli Apostoli; mentre San Pietro, da parte sua, dopo il miracolo della pesca, si ritenne indegno di stare vicino a Gesù, sentendosi afflitto dalla sua diffidenza verso di Lui: “… allontanati da me, che sono un peccatore!”. (Da un commento di Leonardo Sapienza - Reggente Prefettura Casa Pontificia).

Occorre, pertanto, colmare i tanti ‘vuoti’ interiori che ci turbano, utilizzando al meglio le proprie capacità, per poter raccogliere anche noi “pesci nuovi”, con "nuove reti", come quelle ricordate nel miracolo evangelico, dove Gesù sprona l’Apostolo Pietro, che si trovava sulla barca al termine di una notte infruttuosa, a gettare ancora una volta le sue reti, per riempirle abbondantemente di pesci. Tutto frutto della vera Fede nel Signore, Nostro Dio. Gloria.

E’ Gesù Cristo che desidera da noi il coraggio, la volontà, non la rassegnazione; un nuovo lievito che, per osmosi, aiuti a risacralizzare la Liturgia (Costituzione apostolica Veterum sapientia - cfr Decr. Optatam totius, 13 -).





 


Pascal affermava che “l’uomo supera infinitamente l’uomo”. Guai, quindi, alla rassegnazione, a non tendere verso l’Alto, poiché, diversamente, ci autocondanniamo a trascinarci dietro una stanchezza interiore, priva di vitalità spirituale, la sola che può sostenerci con serenità, sino al raggiungimento dell’Eterno. Quindi, come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI, anche se abbiamo qualche volta fallito, rimaniamo comunque persone vitali, degne della nostra fragilità umana. Pertanto, è utile provare, riprovare, anche dietro lo sconforto delle delusioni, poiché è preferibile fare qualcosa di imperfetto, invece di non fare perfettamente nulla! Oggi, più che mai, poiché mancano i veri maestri, “i testimoni”, occorre “testimoniare” un messaggio evangelico forte, che acquisti una connotazione nuova, che giunga alla mente dei più scettici! Per questo bisogna mettere mano alla Dottrina ed all’Etica con vigore, con convinzione e perseveranza, al punto di apparire soggetti che vanno controcorrente. Solo così si può ridefinire e confermare la propria entità, aiutando, da laici e al di fuori della Chiesa, la stessa Chiesa che è in crisi. Solo così si potrà giungere, con l’Aiuto dello Spirito Santo, a quell’aspetto dell’evangelizzazione proteso ad uno “sviluppo umano”, “sociale” e “religioso”, come dovrebbe essere stile del vero cattolico.

“E’ necessario restare accanto ai sacerdoti, coinvolgere i laici impegnati, pur nel rispetto delle diverse competenze, formare giovani e difendere la famiglia e la vita per rispondere alle sfide poste da una società largamente secolarizzata. (…) E’ necessario, comunque, vegliare sul rispetto della differenza esistente tra il sacerdozio comune di tutti i fedeli ed il sacerdozio ministeriale di quanti sono stati ordinati al servizio della comunità, differenza non solo di grado, ma anche di natura (cfr. Lumen gentium, n. 10). D’altro canto, occorre restare fedeli al deposito integrale della Fede, così come è insegnata dal Magistero autentico e professata da tutta la Chiesa. In effetti <<la stessa professione della fede è un atto personale ed insieme comunitario. E’ la Chiesa, infatti, il primo soggetto della fede>> (Porta fidei, n. 10). Tale professione di fede trova nella Liturgia la sua espressione più alta. E’ importante che questa collaborazione si situi sempre nel quadro della comunione ecclesiale attorno al Vescovo, che ne è il garante, comunione per la quale la Chiesa si manifesta come Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana.”

(Discorso del Papa Benedetto XVI, al gruppo di vescovi della conferenza episcopale francese, Venerdì 21 Settembre 2012)



"Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare", diceva Madre Teresa di Calcutta e, come affermava San Tommaso, "La Grazia presuppone la natura", natura che dal cristianesimo può essere redenta nella sofferenza, nobilitata e divinizzata dalla stessa, nel bene per il prossimo”.

 



L’antica formula -ribadita da Paolo VI e che perdura in tutta la sua testuale drammaticità- afferma che: “solo nella Chiesa c’è salvezza”.



Ciascuno miete ciò che ha seminato

(Gal 6,7)


“Oh Simon, quanta desolazione in questo tuo illuso presente, ancora Vivo in te per tua eterna scelta di servire Me ed il Padre. Servire nel servire, offrire nell'offrire, quale differenza trovi quando le stesse domande di sempre ti attanagliano la gola? Non sei uno ma sei mille. Non sei mille e non sei uno se non credi che la somma sia l'Eternità e l'uno l'intera somma. Io Sono Cristo, Colui che viene come consolatore nel tempo della desolazione, per portarvi forza di spirito nei vostri cuori stanchi ed affranti. Mio caro, miei cari amati, l'Opera vedrà la sua fine solo quando l'ultimo sarà il primo. Il vostro lavorare per la Luce sia in umiltà e amore, in fratellanza e verità, in generosa vita. Cari Miei amati, figli Miei oggi ho accolto la vostra chiamata per sostenervi ancora una volta nelle vostre cadute. La carne è come l'uva della vigna, dolce se ben matura, perché se ne può' assaporare tutto il gusto, ma aspra se ancora giovane nella sua interezza. La mia vigna, figli Miei prediletti, che avanzate innanzi a Me per la Mia vittoria sul male, è piena di ‘lupi e bestie selvagge’, che mangiano senza avere fame e che uccidono senza conoscere cosa l'odio crea in loro. DIO, il Padre, farà Sua giustizia secondo i meriti di ognuno, a colui che avrà seminato tempeste e fiamme riceverà altrettanto, ma a quell'uno ed a quei mille delle Sacre Scritture, a loro verrà restituito 144 volte il loro seminare, perché alto è il Sole all'alba di colui che prega e trova nuova carne e nuova vita, per portare a compimento ciò che deve trovare fine e ciò che deve avere inizio. Ora Io vi dico, Miei cari, non abbassate la veglia, non dormite, perché è ora che il 'nemico' è divenuto più astuto, conoscendo come il Mio esercito semina e raccoglie, per togliere loro la semina e per appropriarsi delle loro vesti e confondersi, per apparire agnelli quando sotto la veste sono bestie selvagge, subordinate al 'male' che li ordina e li comanda. Mio esercito, Miei prediletti, non perdete la Speranza e la Fede per causa della vostra carne; ritrovate la salda Verità in voi, così come l'Ho incisa nel tempo dell'Alleanza con il Padre e nuovamente la scrivo sulla vostra salda pietra, per rinforzare il Tempio dello Spirito in voi.

IO CRISTO, VI MANDO IN MEZZO AI LUPI PER RACCOGLIERE IL MIO ESERCITO E RADUNARE IL MIO GREGGE, PRIMA DELLA MIA SECONDA VENUTA. PACE A VOI."  

Messaggio di Gesù di Nazareth

 

 

 

Il Buon Pastore

Beati quelli che, conosciuta l'esistenza Mia,

avranno abbracciato la Mia Legge di Salute e di Vita.

 

 

 

LA CHIESA CATTOLICA

VUOLE LA SALVEZZA ETERNA PER I CATTOLICI

E PER I NON CATTOLICI.

 

Per i cattolici ci sarà la sicura salvezza eterna soltanto se metteranno in pratica l’Insegnamento della Chiesa (con i Sacramenti).

Per i non cattolici è possibile la salvezza eterna solo se, senza colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la Sua Chiesa e, tuttavia, cercano Dio con cuore sincero e si sforzano, sotto l’influsso della Grazia, di compiere con le opere e la Volontà di Dio, conosciuta per la voce della coscienza.

Non possono salvarsi coloro che sapendo che la Chiesa Cattolica è stata stabilita da Dio, per mezzo di Gesù Cristo, -quindi non ignorando che è stata fondata come Istituzione necessaria- rifiutano di entrare in Essa o in Essa perseverare. (Vaticano II)

 

 

 

Papa Giovanni Paolo I

(Ritratto eseguito da Dina Belotti -Sagrestia di Loreto -AN-)

 

 

 

Visita anche il link

Soldati di Cristo Re

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per scopi di marketing e servizi in linea con le tue preferenze.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca Politica Privacy.

Io accetto i Cookie per questo sito