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IL MISTERIOSO DESIDERIO DI DIO


 

Un aspetto affascinante dell’esperienza umana e cristiana è il misterioso desiderio di Dio che l’uomo porta dentro di sé, nell’intimo del suo cuore, perché egli è stato creato da Dio.

Dio non cessa di attirare a Sé l’uomo, in maniera che egli non possa dimenticare la sua origine, per trovare la Verità e la felicità.

Nella nostra cultura occidentale, in cui predomina la secolarizzazione, l’uomo potrebbe anche non avvertire tale desiderio. In realtà, quello che abbiamo definito “desiderio di Dio” non è del tutto scomparso, in quanto, pur tendendo a determinati beni contingenti, confrontandosi con le realtà che lo circondano, l’uomo è chiamato intimamente a riconoscere il bene con cui può soddisfare i propri desideri.

Il bene supremo si realizza attraverso l’amore, esperienza che oggigiorno è spesso concepita come momento di estasi in cui l’uomo entra a contatto con il desiderio del trascendente. Infatti, attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza, la bellezza della vita e del reale.

Se tutto ciò non è una semplice illusione, se si desidera davvero il bene dell’altro, allora bisogna essere disposti a mettersi al servizio dell’altro, rinunciando a se stessi.

Dall’estasi iniziale si deve uscire per sperimentare, attraverso l’amore, una dedizione assoluta, per il raggiungimento del bene altrui e, nel contempo, del proprio bene.

Tale cammino porterà alla liberazione del proprio io, che si realizza nel completo dono di sé verso la scoperta di Dio.

Nemmeno la persona amata, infatti, è in grado di saziare il desiderio che alberga nel cuore umano, anzi, tanto più autentico è l’amore per l’altro, tanto maggiormente esso lascia dischiudere l’interrogativo sulla sua origine e sul suo destino, sulla possibilità che esso ha di durare per sempre. Dunque, l’esperienza umana dell’amore ha in sé un dinamismo che rimanda oltre se stessi; è esperienza di un bene che porta ad uscire da sé e a trovarsi di fronte al mistero che avvolge l’intera esistenza.

Indubbiamente, da tale misterioso desiderio profondo, non si può arrivare direttamente alla fede. L’uomo, in definitiva, conosce bene ciò che non lo sazia, ma non può immaginare o definire ciò che gli farebbe sperimentare quella felicità di cui porta nel cuore la nostalgia. Non si può conoscere Dio a partire soltanto dal desiderio dell’uomo. Da questo punto di vista rimane il mistero: l’uomo è cercatore dell’Assoluto, un cercatore a passi piccoli ed incerti. Tuttavia, già l’esperienza del desiderio, del <<cuore inquieto>>, come lo chiamava Sant’Agostino, è assai significativa. Essa ci attesta che l’uomo è, nel profondo, un essere religioso. Infatti, gli occhi riconoscono gli oggetti quando questi sono illuminati dalla “luce”. Da qui deriva il desiderio di conoscere la “luce” stessa, che fa brillare le cose del mondo e, con esse, accende il senso della bellezza.

Dobbiamo pertanto ritenere che sia possibile, anche nella nostra epoca, apparentemente tanto refrattaria alla dimensione trascendente, aprire un cammino verso l’autentico senso religioso della vita, che mostra come il Dono della Fede non sia assurdo, non sia irrazionale. Sarebbe di grande utilità, a tal fine, promuovere una sorta di pedagogia del desiderio, sia per il cammino di chi ancora non crede, sia per chi ha già ricevuto il Dono della Fede; una pedagogia che comprende almeno due aspetti. In primo luogo, imparare o re-imparare il gusto delle gioie autentiche della vita. Non tutte le soddisfazioni producono in noi lo stesso effetto: alcune lasciano una traccia positiva, sono capaci di pacificare l’animo, ci rendono più attivi e generosi. Altre, invece, dopo la “luce” iniziale, sembrano deludere le attese che avevano suscitato e talora lasciano dietro di sé amarezza, insoddisfazione o un senso di vuoto. Educare sin dalla tenera età ad assaporare le gioie vere in tutti gli ambiti dell’esistenza -la famiglia, l’amicizia, la solidarietà con chi soffre, la rinuncia al proprio io per servire l’altro, l’amore per la conoscenza, per l’arte, per le bellezze della natura-, tutto ciò significa esercitare il gusto interiore e produrre anticorpi efficaci contro la banalizzazione e l’appiattimento oggi diffusi. Anche gli adulti hanno bisogno di riscoprire queste gioie, di desiderare realtà autentiche, purificandosi dalla mediocrità dalla quale possono trovarsi invischiati. Diventerà allora più facile lasciar cadere o respingere tutto ciò che, pur apparentemente, si rivela, invece, insipido, fonte di assuefazione e non di libertà. Ciò farà emergere quel Desiderio di Dio di cui stiamo parlando.

Le vere gioie possono portarci ad essere più esigenti, cioè a volere un Bene più alto, più profondo, facendoci percepire, con maggior chiarezza, che nulla di finito può colmare il nostro cuore. Impareremo, così, a non lasciarci scoraggiare dalla fatica o dagli ostacoli che derivano dal nostro peccato, nel raggiungimento di quel Bene Supremo.

Non dobbiamo, però, dimenticare che il dinamismo del desiderio è sempre aperto alla Redenzione, anche quando si inseguono ‘paradisi artificiali’, o quando ci sembra di perdere la capacità di anelare al vero Bene. Infatti, anche nell’abisso del peccato, non si spegne nell’uomo quella scintilla che gli permette di riconoscere il vero Bene, di assaporarlo e di avviare, così, un percorso di risalita, al quale Dio, con il Dono della Sua Grazia, non fa mancare mai il Suo Aiuto. Tutti, del resto, abbiamo bisogno di percorrere un cammino di purificazione e di guarigione del desiderio: siamo pellegrini verso la Patria Celeste, verso quel Bene pieno, Eterno, che nulla ci potrà più strappare. Non si tratta, dunque, di soffocare il desiderio che è nel cuore dell’uomo, bensì di liberarlo, affinché possa raggiungere la sua vera altezza. Quando nel desiderio si apre la finestra verso Dio, questo è già segno della Presenza della Fede nell’animo, Fede che è una Grazia di Dio. <<Con l’attesa, Dio allarga il nostro desiderio; con il desiderio allarga l’animo e, dilatandolo, lo rende più capace>> come affermava Sant’Agostino.

In questo pellegrinaggio, sentiamoci fratelli di tutti gli uomini, compagni di viaggio anche di coloro che non credono, di chi è in ricerca, di chi si lascia interrogare con sincerità dal dinamismo del proprio desiderio di Verità e di Bene.

Nell’Anno della Fede, preghiamo perché Dio mostri il Suo Volto a tutti coloro che Lo cercano con cuore sincero.

 

Testo tratto dal discorso di Papa Benedetto XVI,

nell’udienza generale di Novembre 2012, in piazza San Pietro.

 

 

 

Rivolgendosi ai vescovi riuniti nell’aula del sinodo, l’8 ottobre 2012, Papa Benedetto XVI ha detto ancora: «Il cristiano non deve essere tiepido. L’Apocalisse ci dice che questo è il più grande pericolo del cristiano: che non dica di no, ma un sì molto tiepido. Proprio questa tiepidezza discredita il cristianesimo. La fede deve divenire in noi fiamma dell’amore, fiamma che realmente accende il mio essere; solo così, se diventa grande passione del mio essere, accende il prossimo.  Questo è il modo dell’evangelizzazione: “Accéndat ardor proximos”, che la verità diventi in me carità e la carità accenda come fuoco anche l’altro. Solo in questo accendere l’altro, attraverso la fiamma della nostra carità, cresce realmente l’evangelizzazione, la presenza del Vangelo, che non è più solo parola, ma realtà vissuta».

Oggi i cristiani devono rispondere all’appello del Papa testimoniando in modo radicale l’integralità della loro fede. È questa la strada che il Santo Padre, Papa Benedetto XVI, indica a tutti i fedeli, a cominciare dai vescovi: non il ritorno al Concilio Vaticano II, ma a Gesù Cristo, unica Via Verità e Vita. (di Roberto de Mattei)

 

 

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LA MISSIONE DEI CATTOLICI.

 

All’insegna dell’Anno della Fede, quest’anno Il Movimento Laico di Preghiera ha esordito con un libro che sta facendo scalpore, presentato nella prima pagina del nostro sito.

Fiduciosi nel <<Sì>> della Vergine Maria, anche noi abbiamo creduto e voluto intensificare la nostra Fede, ritenendoLa il Dono più prezioso concesso dall’Amore di Dio a tutti gli “uomini di buona volontà”. Convinti della Parola Divina, pur riconoscendo oggi le difficoltà per viverla, per testimoniarla, ma soprattutto per divulgarla, non potevamo che diffonderla attraverso questo nuovo mezzo virtuale, ormai adottato in modo universale. Per rigore e serietà intellettuale, non potevamo che essere semplici ed espliciti, chiari e veritieri, seguendo la fedele tradizione di duemila anni di cristianesimo, all’insegna dogmatica del Magistero della Santa Madre Chiesa. In realtà, non si può accettare la cultura moderna abbandonando le radici del nostro cristianesimo, il Vangelo storico di Cristo. Pertanto, alla luce di tali considerazioni, potremmo dubitare più della nostra intelligenza, che della Parola di Dio. Per questo spetta a noi Cattolici parlare del Vangelo, con coraggio, sicurezza, determinazione, per non farci ‘soffocare’ dagli ‘sterili ideali’ del mondo d’oggi.

Come afferma il Santo Padre, è ragionevole pensare che se si perde il senso di Dio, che per legittima natura è innato in ogni essere, l’uomo smarrisce se stesso, mettendo in pericolo la sorte stessa dell’umanità. Occorre, quindi, aprire un nuovo umanesimo, basato sulla Verità di Dio, sulla Sapienza che regge l’ordine della Creazione e del Governo di Dio (Catechismo della Chiesa Cattolica). “La fede, infatti, si trova ad essere sottoposta, più che nel passato, ad una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche e tecnologiche. La Chiesa tuttavia non ha mai avuto timore di mostrare come tra fede e autentica scienza non vi possa essere alcun conflitto perché ambedue, anche se per vie diverse, tendono alla verità”. (Lettera apostolica Porta Fidei). Il rapporto virtuoso fra Scienza e Fede, per comprendere e credere, si basa proprio sul fatto che la ricerca scientifica porta alla conoscenza di verità sempre nuove sull’uomo e sul cosmo (certamente concesse da Dio, per la sua positiva evoluzione). E’ in questo orizzonte che si avvalora la ricerca della scienza, incoraggiando tutto ciò che è per il bene dell’umanità. E’ in questo modo che la Scienza, senza entrare in conflitto con l’originario Progetto Divino, può divenire preziosa alleata della Fede, affermando e facendo comprendere il sublime Disegno di Dio nell’Universo. Quindi, in questo irresistibile desiderio di Verità, alla Luce della Grazia e nella libera e consapevole scelta, con un armonico rapporto tra Fede e Ragione, si può trovare la giusta strada che conduce a Dio.

San Paolo, avendo fiducia nella ragione umana, si meravigliava come mai molti, pur vedendo le opere compiute da Dio, si ostinavano a non credere in Lui. <<Infatti le perfezioni invisibili -di Dio-, ossia la Sua Eterna Potenza e Divinità, vengono contemplate e comprese dalla Creazione del Mondo, attraverso le Opere da Lui compiute>> (Lettera ai Romani 1, 20). In questo cotesto, anche San Pietro esorta i cristiani, proprio nelle difficoltà, ad Adorare il Signore Gesù Cristo intimamente nei nostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della Speranza che è in noi (I Pt 3, 15). << Eccomi, sono la serva del Signore…>> ; quale migliore esempio di accondiscendenza alla Volontà di Dio? La Vergine Santissima, Madre di Dio, Speranza per gli uomini, è l’esempio mistico della Volontà di Dio, ma anche la fedele Mediatrice e Corredentrice tra Dio e gli uomini.

Ricordando, come diceva Maurice Zundel, che Dio appare quel tanto che (in virtù della libertà donataci)  noi Lo lasciamo trasparire, occorre fortificare in noi il senso vivo della Fede, della Speranza, della Carità, rinforzando lo Spirito Divino che alberga nei nostri cuori, rimanendo in unione intima con Gesù Vivo, santificando la propria vita, per avere il coraggio di poter comunicare ad altri fratelli il vero Messaggio di Cristo Gesù, per il Suo Progetto di Salvezza, per raggiungere serenamente la Beata Eternità.


PREGHIAMO PER UN NUOVO, AUTENTICO E FECONDO CAMMINO DEL CATTOLICO, CHE DEVE ESSERE QUELLO DI TESTIMONIARE LA FEDE, ANNUNCIANDO CON UMILE CARITA’ LA BUONA NOVELLA, PER ESSERE LA VERA VOCE DI CRISTO TRA I FRATELLI, PER AFFERMARE LA SPERANZA NELLA STORIA DEL MONDO.

 

 

 

Sua Santità, Papa Benedetto XVI,

innanzi all'urna del Beato Bartolo Longo,

fondatore del Santuario e delle opere di Pompei.

 

 

 

 

Il Movimento Laico di Preghiera, contemplando l’esperienza ed il cammino spirituale del Beato Bartolo Longo, non può che invitare tutti a tale compito di evangelizzazione, confortati dalla devota e costante Preghiera, quella viva che vasce dalla volontà del cuore, per aiutare quanti non credono, per colmare le amarezze del Mondo di oggi che, influenzato dalla perfidia di Satana, padre di menzogna e protettore dei menzogneri, sta traboccando nella infelicità più completa.

Uniamo le forze dei cattolici volenterosi, per aiutare i fratelli, per seguire Gesù, Maestro di Verità e di Vita.

 

 

 

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